
Il museo di Capodimonte, come giร approfondito, รจ da qualche anno teatro di mostre straordinarie, spesso in collaborazione con grandi musei del mondo e con la partecipazione di illustri personaggi nell’ambito dell’arte e della cultura. Talvolta anche nello stesso periodo, viene presentato al pubblico un ventaglio di eventi, correlato spesso da un programma fatto di concerti, conferenze, attivitร , che consente al visitatore una visione sempre nuova, cosรฌ da stuzzicare la voglia di tornare al museo, pur essendoci stati tante volte.
Alla riapertura dopo la seconda interruzione forzata dovuta all’emergenza sanitaria, a partire dal novembre 2020, la sorpresa รจ stata poter ritrovare tutte le mostre che erano presenti al momento della chiusura, prorogate fino al 11 aprile 2021. Compresa quella dedicata al pittore Luca Giordano. Quante peripezie che ha dovuto subire eppure eccola qui, ancora a disposizione di tutti quanti volessero vederla.

La mostra era stata annunciata come un evento internazionale, che vedeva un concorso di idee tra Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte e Christophe Leribault, direttore del Petit Palais di Parigi, dove tra il 14 novembre 2019 al 23 febbraio 2020 รจ avvenuta l’esposizione Luca Giordano. Le triomphe de la peinture napolitaine, associata all’altra mostra sullo scultore Vincenzo Gemito, terminata lo scorso autunno. Purtroppo la mostra ha subito un primo slittamento a causa del primo lockdown a marzo 2020. Inaugurata il successivo ottobre, รจ stata nuovamente sospesa poco dopo ed ora finalmente si puรฒ tornare a goderne. La mostra รจ allestita negli ambienti della sala Causa, che lo scorso anno aveva ospitato un’altra grande esposizione, quella su Caravaggio, e fu risistemata proprio per quella occasione.

Il percorso si articola tra dipinti e disegni del pittore. Viene presentata la sua formazione, l’ascesa e la gloria. Luca fu apprezzato dai suoi contemporanei, non solo a Napoli ma ottenne commissioni anche a Firenze (la galleria di Palazzo Medici Riccardi) e soprattutto a Madrid, dove rimase per ben dieci anni a fine ‘600, disseminando dipinti e affreschi. Non da meno Napoli che conserva opere di Giordano praticamente in ogni chiesa. A conclusione del percorso di visita, si trova anche unโinstallazione multimediale interattiva per visionare alcuni dei luoghi e delle opere affrescate dall’artista a Napoli e Madrid.

Nella sua lunga vita e carriera (morรฌ a Napoli nel 1705 a 70 anni), Luca Giordano ha realizzato migliaia di opere, pochi artisti possono considerarsi cosรฌ prolifici. La sua era una vera attivitร , oggi diremmo, imprenditoriale, con assistenti, collaboratori, che lo aiutavano a soddisfare tutte le sue commissioni. Ma ciรฒ che lo favoriva, era la straordinaria capacitร di operare in tempi ridottissimi, assolvendo anche alla piรน estesa commessa, come ad esempio i cicli di affreschi, in tempi rapidi, pur consegnando capolavori assoluti. Ciรฒ gli conferรฌ il soprannome di Luca fa ambress, cioรจ fa presto. Una capacitร probabilmente acquisita quando da giovane lavorava nella bottega del padre che, modesto pittore e mercante d’arte, lo spronava a finire in fretta un lavoro per passare ad altro. Questa diventรฒ la sua firma, il suo marchio.

In mostra potrete ammirare opere provenienti da chiese napoletane, alcune giร esposte nel museo di Capodimonte, nonchรฉ altre prestate da musei stranieri, come appunto esemplari del periodo spagnolo tipo l’Assunzione della Vergine dal museo del Prado, ed ancora opere di artisti contemporanei e non, messe a confronto per scorgerne influenze e rimandi. Si affronta il discorso della rinuncia allo stile diffuso dalla pittura di Caravaggio affiancando dipinti dello stesso tema di artisti che invece accolsero appieno la sua lezione come Mattia Preti e Jusepe de Ribera. Il dialogo con Pietro da Cortona per quanto riguarda il virtuosismo barocco di Giordano.

L’allestimento รจ pensato come un salotto aristocratico seicentesco. Il colore rosso scuro delle pareti รจ pensato per valorizzare le opere. Tuttavia, la scelta di allestire in sala Causa, con un’illuminazione ridotta e suggestiva, se andava bene per la natura oscura di Caravaggio, poco si presta secondo me alle opere di Giordano, in alcuni casi addirittura le penalizza, ostacolando una visione omogenea.
La sala Causa รจ esterna rispetto all’entrata principale del museo. Dopo aver regolarmente acquistato il biglietto (la mostra รจ inclusa nell’ingresso), bisogna uscire in cortile e, superato il bar, si trova l’accesso.
Se non avete mai sentito parlare di Luca Giordano prima d’ora, รจ l’occasione giusta per conoscere un artista “internazionale”, uno sguardo a 360ยฐ sulla pittura napoletana del ‘600 e poi partite a caccia delle sue opere sparse per la cittร .



