Museo di Capodimonte: un tesoro in mostra nella cornice del bosco storico

Re Carlo di Borbone ci aveva visto giusto. Era diventato Re di Napoli solo da qualche anno e già aveva grandi prospettive per la città che doveva tornare a splendere come una vera capitale per fare invidia ad altre città in tutta Europa. Figlio del re di Spagna Filippo V e della sua seconda moglie Elisabetta Farnese, Carlo non aveva grosse speranze di diventare sovrano di un regno importante in quanto figlio di secondo letto. La storia lo smentirà, arrivando ad ottenere il trono paterno del grande Impero spagnolo. Ma in principio infatti fu destinato al ducato di Parma e Piacenza. Poi, a seguito di vari stravolgimenti politici a livello europeo, giunse a sedersi sul trono del regno di Napoli, un avamposto estremamente strategico per la sua posizione al centro del mediterraneo.

Per Napoli fu la fortuna.

Grazie a Carlo e alla dinastia borbonica, la città diventò una capitale ricca e all’avanguardia ed oggi possiamo vantare testimonianze artistiche ed architettoniche tra le più belle al mondo. Una di queste è proprio il museo di Capodimonte, immerso nel verde di un bosco storico, con piante secolari, sistemato per diventare una riserva di caccia, tra le principali passioni del re.

La reggia fu costruita a partire dal 1738 da due architetti, Medrano e Canevari, che in realtà erano più ingegneri militari perciò a vederlo il Palazzo ha forme piuttosto squadrate. L’intenzione di Carlo era quella di creare un luogo che ospitasse la favolosa ed eterogenea collezione d’arte che sua madre gli aveva donato. Elisabetta infatti era membro della potente famiglia romana che contava pontefici, condottieri, mecenati, e che a partire da Alessandro Farnese divenuto papa Paolo III, aveva acquisito opere di diversa epoca e provenienza. I successivi membri della famiglia Borbone e altri sovrani che salirono sul trono napoletano fino agli ultimi reali sabaudi arricchirono la collezione che possiamo ammirare tutt’oggi. Dal 1957 la reggia è una galleria museale e il visitatore moderno si troverà di fronte ad un viaggio nella storia dell’arte dal medioevo ad oggi.

La parte classica della collezione invece è visibile al MANN, il museo archeologico nazionale.

Se siete appassionati d’arte, dovete ritagliarvi una mezza giornata per esplorare da cima a fondo questo museo e, potendo, anche tornare, perché frequentemente vengono proposte mostre imperdibili. Basti pensare agli ultimi anni con Caravaggio, Picasso e l’esposizione di opere di Van Gogh e dell’olandese Vermeer. Nella mia ultima visita ho trovato un nuovo allestimento al primo piano, dove ad accogliere il visitatore c’è la carrellata di dipinti del veneziano Tiziano, per un periodo pittore di famiglia dei Farnese che immortalò l’iniziatore della collezione, Paolo III in un quadro fortemente emblematico. E poi scorrono Masaccio, Raffaello, Michelangelo, Guido Reni, i Carracci, per giungere in fondo all’appartamento reale, una ricostruzione che racconta le vicende dei Borbone e del regno di Napoli fino all’unità d’Italia. Difatti non molto è rimasto dell’arredo. La zona che più propriamente aveva funzione abitativa soprattutto in epoca francese, è l’Ottocento privato ma è visitabile solo in rare occasioni.

Attualmente, e fino ad aprile 2021, gli Appartamenti sono occupati dalla mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, che consiglio di vedere anche solo per visitare sale incredibili come il Salottino di porcellana, il Salone da ballo e la Sala della culla.

Poi su per lo scalone e si giunge al secondo piano, detta Galleria delle arti a Napoli dove hanno trovato posto opere provenienti dal territorio, musealizzate perché in pericolo di conservazione o originariamente in luoghi chiusi o non più esistenti. Si cammina nell’arte a Napoli dal XIII secolo al contemporaneo ed ovviamente non posso non fermarmi ad ammirare una delle mie opere preferite, la Flagellazione di Caravaggio, e i caravaggeschi a seguire. La sezione contemporanea è di tutto rispetto, conta nomi come Burri, Paladino e naturalmente un’opera nata per Napoli, cioè Vesuvius di Andy Warhol. Se si ha la fortuna di trovarla aperta, io suggerirei anche una capatina alla sezione ottocentesca e alla galleria fotografica di Mimmo Jodice. Quantificare il tempo di visita è difficile, dipende dalla scelta di visitare le mostre eventualmente presenti.

Usciti dal museo di Capodimonte vi sentirete più ricchi, nella mente e nello spirito e se proprio la visita vi ha provato e siete stanchi, il mio consiglio è di rilassarvi seduti su una panchina del bosco, magari nel giardino del Belvedere, dove vi attende la scenografica fontana e la veduta verso il mare è spettacolare.

Il museo è visitabile tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30 e il biglietto costa 10€ (incluse le mostre in corso) con le classiche riduzioni dei musei statali. L’ingresso al parco è possibile dalle tre porte principali, Porta Piccola, Porta Grande e Porta Miano. Per raggiungere il museo, le prime due sono più comode. Unico mezzo pubblico utilizzabile, se si esclude il taxi, è il bus. Dal 12 settembre 2020 è attiva la nuova linea detta dei 3 musei, la 3M, che da piazza Museo, davanti al Museo archeologico nazionale, con un semplice biglietto di corsa singola, porta verso la zona di Capodimonte, con unica sosta intermedia all’altezza delle Catacombe di San Gennaro. Alternativa è lo Shuttle city-sightseeing, il bus turistico, una navetta diretta che al costo di 8€ collega il museo con la zona di piazza del Plebiscito e prevede sconti sul biglietto di ingresso al museo.

Scegliere di includere o meno la visita al museo durante un soggiorno in città dipende dai gusti e dal tempo a disposizione visto che necessita di almeno una mezza giornata. Ciò che posso dire è che di certo, non rimarrete delusi ed anche i bambini ameranno passeggiare nell’immensità del bosco. Se poi voleste coinvolgerli nella visita al museo, potrete scegliere tra i tanti laboratori per famiglie organizzati dai Servizi educativi.

Se invece siete di Napoli (o avete la possibilità di venirci spesso) e non avete mai visitato il Museo di Capodimonte, caspita, cosa state aspettando!