San Gregorio Armeno: 200 metri di meraviglia tra presepi, santi e tesori nascosti

Un collegamento tra decumani, 200 metri di strada in cui si susseguono arte, tradizioni, storia. San Gregorio Armeno è conosciuta in tutto il mondo come la via dei presepi. In effetti passeggiando qui ogni giorno dell’anno è possibile vedere, una accanto all’altra, botteghe che espongono pastori e scenografie ma è a Natale che la strada diventa il crocevia di quanti visitano Napoli da novembre fino all’Epifania, tanto da rendere praticamente impossibile il passaggio.

La tradizione presepiale napoletana ha origini antichissime ma trova la sua identità migliore nel ‘700 quando non si limita ad essere solo espressione religiosa ma uno specchio fortemente realistico della vita quotidiana popolare. In passato gli artigiani di San Gregorio erano soliti immortalare eventi significativi nelle loro scene e realizzare le figure di personaggi famosi e stravaganti che giungevano in città, come accadde per la venuta dei Turchi.

Oggi succede lo stesso

Basta camminare lungo la strada e si troveranno esposte statuine più o meno grandi di personaggi d’attualità, dallo spettacolo allo sport alla politica. Divertitevi a riconoscere i personaggi raffigurati, ne troverete sempre di nuovi, alcuni anche con specifici riferimenti alla più recente cronaca quotidiana. È suggestivo pensare che la tradizione dell’artigianato presepiale risalga addirittura all’epoca romana, quando in questa zona sorgevano i templi intorno all’area più importante della città, l’agorà, i cui resti sono visibili negli scavi sotto la basilica trecentesca di San Lorenzo. Laddove oggi sorge il magnifico complesso monastico di San Gregorio, tra i più antichi in città, in epoca romana vi era un tempio dedicato alla dea Demetra, o Cerere, la Madre Terra, a cui era tradizione portare delle statuine di terracotta per ringraziarla. Nulla è rimasto di quel tempio ma una piccola testimonianza si nasconde tra le casette e i pastori, ovvero un bassorilievo che raffigura una Canefora, cioè una sacerdotessa di Demetra che reca una fiaccola e un cesto di offerte per la dea. Demetra è strettamente legata a Napoli perché la leggenda racconta che la dea avesse punito le ancelle che erano con sua figlia Persefone, al momento del suo rapimento attuato dal dio Ade. Ree di non averla protetta, le trasformò in sirene, creature mostruose, capaci di volare e nuotare, per cercare Persefone ovunque. Una di queste sirene era Partenope, la sirena che i napoletani da sempre venerano e che li identifica in tutto il mondo.

Capirete che visitare questa strada non è solo scattare foto e via.

Scoprirete tantissimo in pochi metri: infilatevi nei cortili per vedere le esposizioni permanenti e quanti altri gioielli da rivelare. Non dimenticate di entrare nella chiesa che dà il nome alla strada: scostate le tende e resterete abbagliati dall’impianto barocco che ha coperto la struttura originaria. Alzate gli occhi e tra le grate potreste vedere l’ombra di qualche suora di passaggio, infatti è sede di un convento di Crocifisse. Solo qualche metro più in là, nella prima parte della strada, l’ingresso al chiostro, tra i più bei gioielli nascosti da svelare. Ma ricordate di arrivare prima delle 12 (le 13 nel weekend). Visitare il complesso è d’obbligo se si vuole conoscere un’altra curiosità di Napoli: il convento, infatti, conserva diverse reliquie di santi ma soprattutto di santa Patrizia, compatrona della città, che tutti i martedì realizza il miracolo dello scioglimento del sangue, oltre al 25 agosto, giorno in cui viene celebrata, diversamente da San Gennaro che offre il prodigio solo tre volte l’anno.

Iconico è il campanile che si pone come cavalcavia tra quelle che erano un tempo due distinti complessi conventuali. E per finire, all’incrocio con Spaccanapoli, il complesso formato da due chiese ad oggi comunicanti, la chiesetta di san Biagio e quella di San Gennaro all’olmo. Qui di fronte la presunta casa natale di San Gennaro: un’effige sulla chiave di volta del portone ed una lapide all’interno del cortile indicano quello come il luogo che diede i natali al vescovo, in contenzioso con Benevento che li rivendica.

Ecco qui, tutto in 200 metri.

Quanto di Napoli vi avrà raccontato questa strada? Quante foto avrete scattato? Un consiglio: a Natale, certo, l’atmosfera è magica tuttavia, per goderne a pieno, visitatela in un altro periodo. Ma ricordate che le botteghe di via San Gregorio Armeno non sono solo un’esposizione goliardica ma altresì attività commerciali vere e proprie quindi oltre ad immortalare il vostro personaggio preferito pensate anche di comprare una bella statuina, un gadget o un presepe che potrete orgogliosamente esporre a casa per ricordare quanto vi ha catturato quella passeggiata di 200 metri.