È mio dovere avvertirvi, viaggiatori, che dopo essere stati a Napoli, è inevitabile tornare a casa con qualche chilo di troppo.
Siete preparati?

Mangiare a Napoli è gioia, è soddisfazione. Se non hai fame, a Napoli ti viene. Il problema dopo è riuscire a smettere. Si parte dai primi: fiondatevi nelle trattorie caratteristiche per gustare una bella pasta patate e provola o uno gnocco alla sorrentina fumante, per non parlare dello scialatiello al profumo di mare. Per i dolci le fermate sono tante, ogni pasticceria vi offrirà una specialità ma babà e sfogliatella non si possono saltare. Ed infine ovviamente il caffè! A che bell’ ‘o cafè dice il Pasquale Cafiero di De André. E magari pagatene due che l’altro resta sospeso.

Lo street food è un’alternativa molto apprezzata visto che permette di mangiare senza attendere un posto a sedere ed ottimizzare i tempi tra una visita e l’altra. Molte pescherie, ultimamente, si sono organizzate di modo da offrire anche un asporto veloce preparato al momento, il cosiddetto ‘cuoppo’.
D’altronde non c’è visita a Napoli senza mangiare la pizza. Ed ecco che scatta il dilemma.
Dove mangiare la pizza migliore?
Che domanda gettonatissima! Risposta difficile, pensano molti. Assolutamente falso, penso io. La risposta è molto semplice, viaggiatori. Ovunque! Le pizzerie a Napoli non si possono contare, sono ad ogni angolo. In ogni punto della città dove vi troviate, potrete sedervi e gustare questa prelibatezza napoletana. O perché no, a vol a vol, piegata a portafoglio, cioè in quattro parti, da gustare camminando con il sugo che esce da tutte le parti. Se poi non si bada alla linea, la scelta perfetta cade su una magnifica versione fritta con pomodoro e mozzarella filante. La probabilità di sporcarsi in questo caso è davvero molto alta. Ma il bello è anche questo!

La protagonista è la pizza Margherita, nata, come ricorda ancora una lapide, nella storica pizzeria Brandi, a Chiaia. La pizza in sé era già ampiamente conosciuta e veniva servita con pomodoro, origano e aglio, con formaggi o mozzarella e talvolta pesce. Il nome giunse successivamente quando il pizzaiolo di Brandi, Raffaele Esposito la preparò per la regina Margherita di Savoia, consorte del Re Umberto I, in occasione della loro visita nel 1889. Checché ne dicano le tante classifiche internazionali, a mio avviso è impossibile decretare quanto una pizza sia migliore di un’altra, il verdetto è troppo soggettivo ma i fattori di base da tener presente sono ovunque gli stessi: ingredienti del territorio, la cottura è fondamentale, la consistenza della pasta dovuta ad una corretta lievitazione. Tuttavia la maestria dei pizzaioli partenopei è rinomata in tutto il mondo, non si può sbagliare proprio sulla regina Pizza. Perciò prendete i consigli come tali, a partire dai miei qui a seguire.
Allora come scegliere una pizzeria piuttosto che un’altra?

Il mio consiglio è gettarsi, seguire l’istinto, certo, capisco che un’offerta così ampia necessita di suggerimenti da chi ha già provato ma, vi dico, la fila interminabile e gli infiniti tempi d’attesa all’esterno non sono sempre e per forza indici di eccellenza ma spesso sono il risultato di una buona politica di marketing e tanta, tanta tradizione. Io, quando provo una pizzeria per la prima volta, ho l’abitudine di ordinare rigorosamente una margherita, perché trovo che sia il modo migliore per valutarne la qualità e il gusto. Se la prova è positiva, sarà poi piacevole tornare per assaggiare le altre specialità. Molto spesso infatti ogni pizzeria, accanto all’offerta classica, offre delle varianti o invenzioni esclusive. Se vi interessa, posso confessare quella che in assoluto preferisco tra le tante assaggiate in città: la vincitrice della mia personale classifica è la pizza della pizzeria Starita, un locale storico nel rione Materdei. L’apoteosi è poi concludere il pasto con un bel piatto di zeppole fritte, i famosi Angioletti, ricoperte di Nutella. Una goduria celestiale.
A Napoli la difficoltà non è trovare la pizza migliore, ma saperle resistere. Così come sarà arduo resistere a tutto il resto.
Quindi preparate gli stomachi ed anche le scarpe perché dovrete camminare assai per smaltire le abbuffate.



