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Mangiare a Napoli: la difficoltà sarà smettere

28 Settembre 2020
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𝑫𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊 𝒔𝒑𝒂𝒈𝒏𝒐𝒍𝒂. 𝑼𝒏 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒐 𝑺𝒆𝒊𝒄𝒆𝒏𝒕𝒐
In un mondo principalmente maschile come quello delle Arti, emergono con prepotenza alcune straordinarie donne, che oscurate dai colleghi uomini e dalla storiografia, 'senza l'onor dovuto', come dice De Dominicis (1742), hanno dovuto superare le barriere sociali e culturali di ogni tempo. 
La Napoli seicentesca, figlia di Caravaggio e dei maestri stranieri del tempo di passaggio in città, ne ha conosciute tante. 
🖌️Capofila è senza dubbio Artemisia Gentileschi, la 'pittora', che non ha bisogno di presentazioni; altre 'straniere' come Lavinia Fontana, Fede Galizia e Giovanna Garzoni, ma anche la napoletana Diana de Rosa, sorella di Pacecco, detta Annella di Massimo perché allieva preferita del cavalier Stanzione. Figlie d'arte come Teresa Del Po e Elena Recco, ed infine professioniste delle arti applicate.
Una splendida mostra alle @gallerieditalia racconta le 'Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento' in cui queste donne, negli anni trascurate, vengono conosciute e rivalutate, con confronti eccezionali con Velázquez e De Ribera.
🎶Nonsolopittura! Anche cantanti come Adreana Basile, sorella di Giovan Battista, e Giulia De Caro, esempio di riscatto femminile: da attricetta e prostituta, decise di studiare musica e canto, fino a divenire impresario del teatro San Bartolomeo.
❗Avete tempo fino al 22 marzo. La mostra è inclusa nel biglietto d'ingresso.

📍Gallerie d'Italia, Napoli - via Toledo 
🕰️ martedì - venerdì h10/19 e il sabato e la domenica h10-20 (ultimo ingresso un'ora prima) ❌chiuso il lunedì
🎟️ Intero 7€ - ridotto 4€ (gratis x i correntisti Intesa Sanpaolo)
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#gallerieditalianapoli #napoli #viatoledo #donnenelseicento #itinerariditinerarte
𝑫𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊 𝒔𝒑𝒂𝒈𝒏𝒐𝒍𝒂. 𝑼𝒏 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒐 𝑺𝒆𝒊𝒄𝒆𝒏𝒕𝒐
In un mondo principalmente maschile come quello delle Arti, emergono con prepotenza alcune straordinarie donne, che oscurate dai colleghi uomini e dalla storiografia, 'senza l'onor dovuto', come dice De Dominicis (1742), hanno dovuto superare le barriere sociali e culturali di ogni tempo. 
La Napoli seicentesca, figlia di Caravaggio e dei maestri stranieri del tempo di passaggio in città, ne ha conosciute tante. 
🖌️Capofila è senza dubbio Artemisia Gentileschi, la 'pittora', che non ha bisogno di presentazioni; altre 'straniere' come Lavinia Fontana, Fede Galizia e Giovanna Garzoni, ma anche la napoletana Diana de Rosa, sorella di Pacecco, detta Annella di Massimo perché allieva preferita del cavalier Stanzione. Figlie d'arte come Teresa Del Po e Elena Recco, ed infine professioniste delle arti applicate.
Una splendida mostra alle @gallerieditalia racconta le 'Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento' in cui queste donne, negli anni trascurate, vengono conosciute e rivalutate, con confronti eccezionali con Velázquez e De Ribera.
🎶Nonsolopittura! Anche cantanti come Adreana Basile, sorella di Giovan Battista, e Giulia De Caro, esempio di riscatto femminile: da attricetta e prostituta, decise di studiare musica e canto, fino a divenire impresario del teatro San Bartolomeo.
❗Avete tempo fino al 22 marzo. La mostra è inclusa nel biglietto d'ingresso.

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In un mondo principalmente maschile come quello delle Arti, emergono con prepotenza alcune straordinarie donne, che oscurate dai colleghi uomini e dalla storiografia, 'senza l'onor dovuto', come dice De Dominicis (1742), hanno dovuto superare le barriere sociali e culturali di ogni tempo. 
La Napoli seicentesca, figlia di Caravaggio e dei maestri stranieri del tempo di passaggio in città, ne ha conosciute tante. 
🖌️Capofila è senza dubbio Artemisia Gentileschi, la 'pittora', che non ha bisogno di presentazioni; altre 'straniere' come Lavinia Fontana, Fede Galizia e Giovanna Garzoni, ma anche la napoletana Diana de Rosa, sorella di Pacecco, detta Annella di Massimo perché allieva preferita del cavalier Stanzione. Figlie d'arte come Teresa Del Po e Elena Recco, ed infine professioniste delle arti applicate.
Una splendida mostra alle @gallerieditalia racconta le 'Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento' in cui queste donne, negli anni trascurate, vengono conosciute e rivalutate, con confronti eccezionali con Velázquez e De Ribera.
🎶Nonsolopittura! Anche cantanti come Adreana Basile, sorella di Giovan Battista, e Giulia De Caro, esempio di riscatto femminile: da attricetta e prostituta, decise di studiare musica e canto, fino a divenire impresario del teatro San Bartolomeo.
❗Avete tempo fino al 22 marzo. La mostra è inclusa nel biglietto d'ingresso.

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In un mondo principalmente maschile come quello delle Arti, emergono con prepotenza alcune straordinarie donne, che oscurate dai colleghi uomini e dalla storiografia, 'senza l'onor dovuto', come dice De Dominicis (1742), hanno dovuto superare le barriere sociali e culturali di ogni tempo. 
La Napoli seicentesca, figlia di Caravaggio e dei maestri stranieri del tempo di passaggio in città, ne ha conosciute tante. 
🖌️Capofila è senza dubbio Artemisia Gentileschi, la 'pittora', che non ha bisogno di presentazioni; altre 'straniere' come Lavinia Fontana, Fede Galizia e Giovanna Garzoni, ma anche la napoletana Diana de Rosa, sorella di Pacecco, detta Annella di Massimo perché allieva preferita del cavalier Stanzione. Figlie d'arte come Teresa Del Po e Elena Recco, ed infine professioniste delle arti applicate.
Una splendida mostra alle @gallerieditalia racconta le 'Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento' in cui queste donne, negli anni trascurate, vengono conosciute e rivalutate, con confronti eccezionali con Velázquez e De Ribera.
🎶Nonsolopittura! Anche cantanti come Adreana Basile, sorella di Giovan Battista, e Giulia De Caro, esempio di riscatto femminile: da attricetta e prostituta, decise di studiare musica e canto, fino a divenire impresario del teatro San Bartolomeo.
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La Napoli seicentesca, figlia di Caravaggio e dei maestri stranieri del tempo di passaggio in città, ne ha conosciute tante. 
🖌️Capofila è senza dubbio Artemisia Gentileschi, la 'pittora', che non ha bisogno di presentazioni; altre 'straniere' come Lavinia Fontana, Fede Galizia e Giovanna Garzoni, ma anche la napoletana Diana de Rosa, sorella di Pacecco, detta Annella di Massimo perché allieva preferita del cavalier Stanzione. Figlie d'arte come Teresa Del Po e Elena Recco, ed infine professioniste delle arti applicate.
Una splendida mostra alle @gallerieditalia racconta le 'Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento' in cui queste donne, negli anni trascurate, vengono conosciute e rivalutate, con confronti eccezionali con Velázquez e De Ribera.
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La Napoli seicentesca, figlia di Caravaggio e dei maestri stranieri del tempo di passaggio in città, ne ha conosciute tante. 
🖌️Capofila è senza dubbio Artemisia Gentileschi, la 'pittora', che non ha bisogno di presentazioni; altre 'straniere' come Lavinia Fontana, Fede Galizia e Giovanna Garzoni, ma anche la napoletana Diana de Rosa, sorella di Pacecco, detta Annella di Massimo perché allieva preferita del cavalier Stanzione. Figlie d'arte come Teresa Del Po e Elena Recco, ed infine professioniste delle arti applicate.
Una splendida mostra alle @gallerieditalia racconta le 'Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento' in cui queste donne, negli anni trascurate, vengono conosciute e rivalutate, con confronti eccezionali con Velázquez e De Ribera.
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5 giorni ago
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𝑺𝒐𝒕𝒕𝒐 𝑷𝒊𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑷𝒍𝒆𝒃𝒊𝒔𝒄𝒊𝒕𝒐
Sotto la piazza più iconica di Napoli, piazza del Plebiscito, si nasconde uno spazio per tanto tempo rimasto grezzo e dimenticato.
Re Ferdinando I, ritornato sul trono dopo il Concilio di Vienna (1815), trovò il Largo di Palazzo in ristrutturazione e decise di completare i lavori aggiungendo una Basilica, ex voto per il santo di Paola, che diventasse luogo di sepoltura per la famiglia Borbone. Il proposito non trovò compimento così l'ipogeo rimase un luogo vuoto, senza destinazione.
Ad oggi, un progetto di riqualificazione permetterà lo svolgimento di mostre e eventi e la fruizione di uno spazio storico incredibile.

📍 Piazza del Plebiscito, Napoli
🕛 COMING SOON❗
Ⓜ️ L1 Toledo
🚍 R2 - E6 dalla Galleria Umberto I - 151/154 da via Marina 
.
.
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#napoli #piazzadelplebiscito #ipogeo #basilicadisanfrancescodipaola #ottocento #borbone #referdinandoi #itinerariditinerarte
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𝑺𝒐𝒕𝒕𝒐 𝑷𝒊𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑷𝒍𝒆𝒃𝒊𝒔𝒄𝒊𝒕𝒐 Sotto la piazza più iconica di Napoli, piazza del Plebiscito, si nasconde uno spazio per tanto tempo rimasto grezzo e dimenticato. Re Ferdinando I, ritornato sul trono dopo il Concilio di Vienna (1815), trovò il Largo di Palazzo in ristrutturazione e decise di completare i lavori aggiungendo una Basilica, ex voto per il santo di Paola, che diventasse luogo di sepoltura per la famiglia Borbone. Il proposito non trovò compimento così l'ipogeo rimase un luogo vuoto, senza destinazione. Ad oggi, un progetto di riqualificazione permetterà lo svolgimento di mostre e eventi e la fruizione di uno spazio storico incredibile. 📍 Piazza del Plebiscito, Napoli 🕛 COMING SOON❗ Ⓜ️ L1 Toledo 🚍 R2 - E6 dalla Galleria Umberto I - 151/154 da via Marina . . . #napoli #piazzadelplebiscito #ipogeo #basilicadisanfrancescodipaola #ottocento #borbone #referdinandoi #itinerariditinerarte
9 mesi ago
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2/9
𝑰𝒍 𝒔𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑮𝒓𝒂𝒂𝒍 è 𝒕𝒓𝒂𝒏𝒔𝒊𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊?
🏆A quanto pare la leggenda narra di sì, passato tra le mani di re Alfonso d'Aragona a metà '400. Lo avrebbe ricevuto in eredità dal nonno e poi impegnato per la somma di 170mila ducati, per finanziare la campagna per conquistare Napoli.
👑Alcuni indizi nel castello ne ricordano la presenza. Il balcone accanto alla scala che conduce alla sala del trono era quello dove si affacciava il re: una semi piramide rovesciata in stile gotico fiammeggiante, tipico dall'epoca aragonese mentre la parte inferiore rappresenta un pozzo, simbolo di conoscenza.
🤳🏻Cosa vi sembra questa finestra? Forse dovreste capovolgere il cellulare e sarà più chiaro.
⚔️Alfonso d'Aragona voleva paragonarsi a sir Galahad, figlio di Lancillotto, considerato l'unico degno di sedersi sul Seggio periglioso, forgiato nientemeno che da mago Merlino, perché incaricato di cercare il famoso calice.
Alfonso avrà davvero posseduto l'incredibile reliquia?

📍 Cortile di Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial
🕰️ Dal lunedì al sabato h 8.30/18.30 (ultimo ingresso un'ora prima), esclusi i festivi (salvo aperture straordinarie)
🎟️ Intero 6€ - Ridotto 4€ gruppi >20 - Gratuito minori di 18 anni, over 65, disabili 
💳 I biglietti sono acquistabili in biglietteria solo tramite pagamento POS (bancomat e carta di credito)
Ⓜ️ L1 Municipio 
🚍 R2
🅿️ A pagamento, alla destra dell'arco
.
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#castelnuovo #maschioangioino #museocivico #napoli #castelnuovonapoli #museo #alfonsodaragona #saladeibaroni #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #visiteguidate #santograal #itinerariditinerarte
𝑰𝒍 𝒔𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑮𝒓𝒂𝒂𝒍 è 𝒕𝒓𝒂𝒏𝒔𝒊𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊?
🏆A quanto pare la leggenda narra di sì, passato tra le mani di re Alfonso d'Aragona a metà '400. Lo avrebbe ricevuto in eredità dal nonno e poi impegnato per la somma di 170mila ducati, per finanziare la campagna per conquistare Napoli.
👑Alcuni indizi nel castello ne ricordano la presenza. Il balcone accanto alla scala che conduce alla sala del trono era quello dove si affacciava il re: una semi piramide rovesciata in stile gotico fiammeggiante, tipico dall'epoca aragonese mentre la parte inferiore rappresenta un pozzo, simbolo di conoscenza.
🤳🏻Cosa vi sembra questa finestra? Forse dovreste capovolgere il cellulare e sarà più chiaro.
⚔️Alfonso d'Aragona voleva paragonarsi a sir Galahad, figlio di Lancillotto, considerato l'unico degno di sedersi sul Seggio periglioso, forgiato nientemeno che da mago Merlino, perché incaricato di cercare il famoso calice.
Alfonso avrà davvero posseduto l'incredibile reliquia?

📍 Cortile di Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial
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𝑰𝒍 𝒔𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑮𝒓𝒂𝒂𝒍 è 𝒕𝒓𝒂𝒏𝒔𝒊𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊? 🏆A quanto pare la leggenda narra di sì, passato tra le mani di re Alfonso d'Aragona a metà '400. Lo avrebbe ricevuto in eredità dal nonno e poi impegnato per la somma di 170mila ducati, per finanziare la campagna per conquistare Napoli. 👑Alcuni indizi nel castello ne ricordano la presenza. Il balcone accanto alla scala che conduce alla sala del trono era quello dove si affacciava il re: una semi piramide rovesciata in stile gotico fiammeggiante, tipico dall'epoca aragonese mentre la parte inferiore rappresenta un pozzo, simbolo di conoscenza. 🤳🏻Cosa vi sembra questa finestra? Forse dovreste capovolgere il cellulare e sarà più chiaro. ⚔️Alfonso d'Aragona voleva paragonarsi a sir Galahad, figlio di Lancillotto, considerato l'unico degno di sedersi sul Seggio periglioso, forgiato nientemeno che da mago Merlino, perché incaricato di cercare il famoso calice. Alfonso avrà davvero posseduto l'incredibile reliquia? 📍 Cortile di Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial 🕰️ Dal lunedì al sabato h 8.30/18.30 (ultimo ingresso un'ora prima), esclusi i festivi (salvo aperture straordinarie) 🎟️ Intero 6€ - Ridotto 4€ gruppi >20 - Gratuito minori di 18 anni, over 65, disabili 💳 I biglietti sono acquistabili in biglietteria solo tramite pagamento POS (bancomat e carta di credito) Ⓜ️ L1 Municipio 🚍 R2 🅿️ A pagamento, alla destra dell'arco . . . #castelnuovo #maschioangioino #museocivico #napoli #castelnuovonapoli #museo #alfonsodaragona #saladeibaroni #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #visiteguidate #santograal #itinerariditinerarte
1 anno ago
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3/9
𝑪𝒐𝒄𝒄𝒐𝒅𝒓𝒊𝒍𝒍𝒊, 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑮𝒓𝒂𝒂𝒍 𝒆 𝒎𝒐𝒏𝒂𝒄𝒊 𝒃𝒆𝒏𝒆𝒅𝒆𝒕𝒕𝒊𝒏𝒊
Quante storie cela il Castel Nuovo di Napoli, tutte da scoprire durante la visita guidata a cura dell'associazione @ivi_visite_guidate 

Cosa c'era qui prima del castello? Un monastero benedettino di cui si osservano i resti di un cimitero.
Questo e altri aneddoti vengono raccontati durante la passeggiata attraverso le sale più iconiche del castello, le vicende storiche ad esse legate e le leggende che si tramandano, per concludere con la salita in terrazza. 

📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial
🕰️ Le visite partono ogni ora dalle 11 fino alle 17, sia in italiano che in inglese 
🎟️ La visita guidata costa 10€ a persona a partire dai 12 anni. Gratuito fino a 11 anni. A questo va aggiunto il biglietto d'ingresso al castello Intero 6€ - Ridotto 4€ gruppi >20 - Gratuito minori di 18 anni, over 65, disabili 
💳 La visita guidata va acquistata presso l'ufficio dell'associazione, sito sotto gli archi del cortile, sulla destra 
Ⓜ️ L1 Municipio 
🚍 R2
🅿️ A pagamento, alla destra dell'arco
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#castelnuovo #maschioangioino #museocivico #napoli #castelnuovonapoli #museo #alfonsodaragona #saladeibaroni #cappellapalatina #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #visiteguidate #portodinapoli #santograal #leggendadelcoccodrillo #itinerariditinerarte
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𝑪𝒐𝒄𝒄𝒐𝒅𝒓𝒊𝒍𝒍𝒊, 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑮𝒓𝒂𝒂𝒍 𝒆 𝒎𝒐𝒏𝒂𝒄𝒊 𝒃𝒆𝒏𝒆𝒅𝒆𝒕𝒕𝒊𝒏𝒊 Quante storie cela il Castel Nuovo di Napoli, tutte da scoprire durante la visita guidata a cura dell'associazione @ivi_visite_guidate Cosa c'era qui prima del castello? Un monastero benedettino di cui si osservano i resti di un cimitero. Questo e altri aneddoti vengono raccontati durante la passeggiata attraverso le sale più iconiche del castello, le vicende storiche ad esse legate e le leggende che si tramandano, per concludere con la salita in terrazza. 📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial 🕰️ Le visite partono ogni ora dalle 11 fino alle 17, sia in italiano che in inglese 🎟️ La visita guidata costa 10€ a persona a partire dai 12 anni. Gratuito fino a 11 anni. A questo va aggiunto il biglietto d'ingresso al castello Intero 6€ - Ridotto 4€ gruppi >20 - Gratuito minori di 18 anni, over 65, disabili 💳 La visita guidata va acquistata presso l'ufficio dell'associazione, sito sotto gli archi del cortile, sulla destra Ⓜ️ L1 Municipio 🚍 R2 🅿️ A pagamento, alla destra dell'arco . . . #castelnuovo #maschioangioino #museocivico #napoli #castelnuovonapoli #museo #alfonsodaragona #saladeibaroni #cappellapalatina #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #visiteguidate #portodinapoli #santograal #leggendadelcoccodrillo #itinerariditinerarte
1 anno ago
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4/9
𝑰𝒍 𝒎𝒖𝒔𝒆𝒐 𝒄𝒊𝒗𝒊𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 
⚜️ Il Castel Nuovo è stato residenza reale, oggi è sede comunale. Ma all'interno ospita anche ben due percorsi museali.
Il primo è costituito dal Museo Civico, che comprende le sale dell'ala est del castello, nonché la Cappella Palatina, con gli incredibili affreschi giotteschi recuperati, e la Sala dei Baroni, di stampo catalano, accessibili dal cortile d'ingresso.
🖼️ Il museo si articola per tre piani, con opere provenienti da chiese napoletane o di collezione privata, tra il Quattrocento e il Novecento.
🏰 Dà inizio al percorso la porta bronzea originale del castello, a due battenti, trafugata da Carlo VIII e recuperata dai Genovesi nel 1495.
È possibile anche ammirare uno splendido panorama dal camminamento.
Anche i napoletani ignorano la presenza di questo museo, non ho ragione?

📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial
🕰️ Dal lunedì al sabato h 8.30/18.30 (ultimo ingresso un'ora prima), esclusi i festivi (salvo aperture straordinarie).
🎟️ Intero 6€ - Ridotto 4€ gruppi >20 - Gratuito minori di 18 anni, over 65, disabili 
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𝑰𝒍 𝒎𝒖𝒔𝒆𝒐 𝒄𝒊𝒗𝒊𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 ⚜️ Il Castel Nuovo è stato residenza reale, oggi è sede comunale. Ma all'interno ospita anche ben due percorsi museali. Il primo è costituito dal Museo Civico, che comprende le sale dell'ala est del castello, nonché la Cappella Palatina, con gli incredibili affreschi giotteschi recuperati, e la Sala dei Baroni, di stampo catalano, accessibili dal cortile d'ingresso. 🖼️ Il museo si articola per tre piani, con opere provenienti da chiese napoletane o di collezione privata, tra il Quattrocento e il Novecento. 🏰 Dà inizio al percorso la porta bronzea originale del castello, a due battenti, trafugata da Carlo VIII e recuperata dai Genovesi nel 1495. È possibile anche ammirare uno splendido panorama dal camminamento. Anche i napoletani ignorano la presenza di questo museo, non ho ragione? 📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli @maschioangioinoofficial 🕰️ Dal lunedì al sabato h 8.30/18.30 (ultimo ingresso un'ora prima), esclusi i festivi (salvo aperture straordinarie). 🎟️ Intero 6€ - Ridotto 4€ gruppi >20 - Gratuito minori di 18 anni, over 65, disabili 💳 I biglietti sono acquistabili in biglietteria solo tramite pagamento POS (bancomat e carta di credito). Ⓜ️ L1 Municipio 🚍 R2 🅿️ A pagamento, alla destra dell'arco . . . #castelnuovo #maschioangioino #museocivico #napoli #castelnuovonapoli #museo #alfonsodaragona #saladeibaroni #cappellapalatina #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #scuoladiposillipo #portodinapoli #itinerariditinerarte
2 anni ago
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5/9
𝑳'𝑨𝒓𝒄𝒐 𝒕𝒓𝒊𝒐𝒏𝒇𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒐
⚜️Il dominio angioino su Napoli durò circa due secoli, tra innovazione e intrighi di famiglia, fino all'avvio delle mire sul regno da parte della famiglia d'Aragona.
Alfonso entra nella capitale nel 1442 espugnando Castel Nuovo e mandando via i francesi.
👑Per celebrare la vittoria, il re, proclamato Alfonso I di Napoli, avviò nel 1452 la costruzione di un arco celebrativo quale maestoso ingresso alla sede della corte.
A chiara emulazione dei prototipi romani di età imperiale (l'idea iniziale poi abbandonata era infatti un arco isolato), fu addossato all'ingresso e decorato con rilievi che esaltassero la conquista aragonese e il suo protagonista.
Ne risultò un incredibile esempio di Rinascimento napoletano, che vide emergere il nome di Francesco Laurana, scultore nativo della Dalmazia, che eseguì il rilievo con l'ingresso trionfale di Alfonso sul fregio del primo arco, e altri elementi.
Sulla sommità, la figura di San Michele che sovrasta due divinità fluviali inserite in un timpano curvo; al di sotto quattro statue rappresentanti le virtù all'interno di nicchie; l'arco più alto, oggi vuoto, doveva ospitare la statua di Alfonso.
🤴Il fregio con il corteo vede rappresentato il re come un imperatore, seduto sotto un baldacchino, su un carro dorato trainato da quattro cavalli. Lo seguono suonatori, ufficiali, nobili e dignitari, nonché membri della famiglia.
Infine due grifoni reggono lo stemma aragonese che torna anche nella parte interna retto da due putti.
🦁Sotto l'arco più basso, medaglioni ottagonali rappresentano l'incontro tra vita terrena e spirituale, segno di buon auspicio. All'interno 28 serafini, simboli di carità e sapienza, nonché fiori, leoni, corni dell'Abbondanza, tutte allegorie sulla vita.
Tre iscrizioni elogiano Alfonso e lo indicano quale fondatore della fortezza.
📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli
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#castelnuovo #maschioangioino #arcoditrionfo #napoli #castelnuovonapoli #museocivico #alfonsodaragona #francescolaurana #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #itinerariditinerarte
𝑳'𝑨𝒓𝒄𝒐 𝒕𝒓𝒊𝒐𝒏𝒇𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒐
⚜️Il dominio angioino su Napoli durò circa due secoli, tra innovazione e intrighi di famiglia, fino all'avvio delle mire sul regno da parte della famiglia d'Aragona.
Alfonso entra nella capitale nel 1442 espugnando Castel Nuovo e mandando via i francesi.
👑Per celebrare la vittoria, il re, proclamato Alfonso I di Napoli, avviò nel 1452 la costruzione di un arco celebrativo quale maestoso ingresso alla sede della corte.
A chiara emulazione dei prototipi romani di età imperiale (l'idea iniziale poi abbandonata era infatti un arco isolato), fu addossato all'ingresso e decorato con rilievi che esaltassero la conquista aragonese e il suo protagonista.
Ne risultò un incredibile esempio di Rinascimento napoletano, che vide emergere il nome di Francesco Laurana, scultore nativo della Dalmazia, che eseguì il rilievo con l'ingresso trionfale di Alfonso sul fregio del primo arco, e altri elementi.
Sulla sommità, la figura di San Michele che sovrasta due divinità fluviali inserite in un timpano curvo; al di sotto quattro statue rappresentanti le virtù all'interno di nicchie; l'arco più alto, oggi vuoto, doveva ospitare la statua di Alfonso.
🤴Il fregio con il corteo vede rappresentato il re come un imperatore, seduto sotto un baldacchino, su un carro dorato trainato da quattro cavalli. Lo seguono suonatori, ufficiali, nobili e dignitari, nonché membri della famiglia.
Infine due grifoni reggono lo stemma aragonese che torna anche nella parte interna retto da due putti.
🦁Sotto l'arco più basso, medaglioni ottagonali rappresentano l'incontro tra vita terrena e spirituale, segno di buon auspicio. All'interno 28 serafini, simboli di carità e sapienza, nonché fiori, leoni, corni dell'Abbondanza, tutte allegorie sulla vita.
Tre iscrizioni elogiano Alfonso e lo indicano quale fondatore della fortezza.
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⚜️Il dominio angioino su Napoli durò circa due secoli, tra innovazione e intrighi di famiglia, fino all'avvio delle mire sul regno da parte della famiglia d'Aragona.
Alfonso entra nella capitale nel 1442 espugnando Castel Nuovo e mandando via i francesi.
👑Per celebrare la vittoria, il re, proclamato Alfonso I di Napoli, avviò nel 1452 la costruzione di un arco celebrativo quale maestoso ingresso alla sede della corte.
A chiara emulazione dei prototipi romani di età imperiale (l'idea iniziale poi abbandonata era infatti un arco isolato), fu addossato all'ingresso e decorato con rilievi che esaltassero la conquista aragonese e il suo protagonista.
Ne risultò un incredibile esempio di Rinascimento napoletano, che vide emergere il nome di Francesco Laurana, scultore nativo della Dalmazia, che eseguì il rilievo con l'ingresso trionfale di Alfonso sul fregio del primo arco, e altri elementi.
Sulla sommità, la figura di San Michele che sovrasta due divinità fluviali inserite in un timpano curvo; al di sotto quattro statue rappresentanti le virtù all'interno di nicchie; l'arco più alto, oggi vuoto, doveva ospitare la statua di Alfonso.
🤴Il fregio con il corteo vede rappresentato il re come un imperatore, seduto sotto un baldacchino, su un carro dorato trainato da quattro cavalli. Lo seguono suonatori, ufficiali, nobili e dignitari, nonché membri della famiglia.
Infine due grifoni reggono lo stemma aragonese che torna anche nella parte interna retto da due putti.
🦁Sotto l'arco più basso, medaglioni ottagonali rappresentano l'incontro tra vita terrena e spirituale, segno di buon auspicio. All'interno 28 serafini, simboli di carità e sapienza, nonché fiori, leoni, corni dell'Abbondanza, tutte allegorie sulla vita.
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⚜️Il dominio angioino su Napoli durò circa due secoli, tra innovazione e intrighi di famiglia, fino all'avvio delle mire sul regno da parte della famiglia d'Aragona.
Alfonso entra nella capitale nel 1442 espugnando Castel Nuovo e mandando via i francesi.
👑Per celebrare la vittoria, il re, proclamato Alfonso I di Napoli, avviò nel 1452 la costruzione di un arco celebrativo quale maestoso ingresso alla sede della corte.
A chiara emulazione dei prototipi romani di età imperiale (l'idea iniziale poi abbandonata era infatti un arco isolato), fu addossato all'ingresso e decorato con rilievi che esaltassero la conquista aragonese e il suo protagonista.
Ne risultò un incredibile esempio di Rinascimento napoletano, che vide emergere il nome di Francesco Laurana, scultore nativo della Dalmazia, che eseguì il rilievo con l'ingresso trionfale di Alfonso sul fregio del primo arco, e altri elementi.
Sulla sommità, la figura di San Michele che sovrasta due divinità fluviali inserite in un timpano curvo; al di sotto quattro statue rappresentanti le virtù all'interno di nicchie; l'arco più alto, oggi vuoto, doveva ospitare la statua di Alfonso.
🤴Il fregio con il corteo vede rappresentato il re come un imperatore, seduto sotto un baldacchino, su un carro dorato trainato da quattro cavalli. Lo seguono suonatori, ufficiali, nobili e dignitari, nonché membri della famiglia.
Infine due grifoni reggono lo stemma aragonese che torna anche nella parte interna retto da due putti.
🦁Sotto l'arco più basso, medaglioni ottagonali rappresentano l'incontro tra vita terrena e spirituale, segno di buon auspicio. All'interno 28 serafini, simboli di carità e sapienza, nonché fiori, leoni, corni dell'Abbondanza, tutte allegorie sulla vita.
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Alfonso entra nella capitale nel 1442 espugnando Castel Nuovo e mandando via i francesi.
👑Per celebrare la vittoria, il re, proclamato Alfonso I di Napoli, avviò nel 1452 la costruzione di un arco celebrativo quale maestoso ingresso alla sede della corte.
A chiara emulazione dei prototipi romani di età imperiale (l'idea iniziale poi abbandonata era infatti un arco isolato), fu addossato all'ingresso e decorato con rilievi che esaltassero la conquista aragonese e il suo protagonista.
Ne risultò un incredibile esempio di Rinascimento napoletano, che vide emergere il nome di Francesco Laurana, scultore nativo della Dalmazia, che eseguì il rilievo con l'ingresso trionfale di Alfonso sul fregio del primo arco, e altri elementi.
Sulla sommità, la figura di San Michele che sovrasta due divinità fluviali inserite in un timpano curvo; al di sotto quattro statue rappresentanti le virtù all'interno di nicchie; l'arco più alto, oggi vuoto, doveva ospitare la statua di Alfonso.
🤴Il fregio con il corteo vede rappresentato il re come un imperatore, seduto sotto un baldacchino, su un carro dorato trainato da quattro cavalli. Lo seguono suonatori, ufficiali, nobili e dignitari, nonché membri della famiglia.
Infine due grifoni reggono lo stemma aragonese che torna anche nella parte interna retto da due putti.
🦁Sotto l'arco più basso, medaglioni ottagonali rappresentano l'incontro tra vita terrena e spirituale, segno di buon auspicio. All'interno 28 serafini, simboli di carità e sapienza, nonché fiori, leoni, corni dell'Abbondanza, tutte allegorie sulla vita.
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Alfonso entra nella capitale nel 1442 espugnando Castel Nuovo e mandando via i francesi.
👑Per celebrare la vittoria, il re, proclamato Alfonso I di Napoli, avviò nel 1452 la costruzione di un arco celebrativo quale maestoso ingresso alla sede della corte.
A chiara emulazione dei prototipi romani di età imperiale (l'idea iniziale poi abbandonata era infatti un arco isolato), fu addossato all'ingresso e decorato con rilievi che esaltassero la conquista aragonese e il suo protagonista.
Ne risultò un incredibile esempio di Rinascimento napoletano, che vide emergere il nome di Francesco Laurana, scultore nativo della Dalmazia, che eseguì il rilievo con l'ingresso trionfale di Alfonso sul fregio del primo arco, e altri elementi.
Sulla sommità, la figura di San Michele che sovrasta due divinità fluviali inserite in un timpano curvo; al di sotto quattro statue rappresentanti le virtù all'interno di nicchie; l'arco più alto, oggi vuoto, doveva ospitare la statua di Alfonso.
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𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒐 𝑴𝒂𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝑨𝒏𝒈𝒊𝒐𝒊𝒏𝒐?
⚜️ Quando la famiglia d'Angiò prese il potere a Napoli nel 1266, pensò di dotare la giovane capitale di un castello degno dei nuovi sovrani.
I castelli già esistenti erano obsoleti e ormai già noti ai nemici, così fecero costruire una fortezza nuova, detta Castrum Novum, per distinguerlo dai due più antici, Castel Capuano e Castel dell'Ovo.
🏰 La versione che vediamo oggi è molto diversa da quella originaria. In principio, vi erano tra le 8 e 9 torri, che erano quadrate.
La più grande era il mastio che i napoletani hanno storpiato in Maschio.
Di Angioino è rimasto quasi niente perché gli Aragonesi, che spodestarono i francesi circa due secoli dopo, rivoluzioneranno lo spazio.
🏛️ Oggi il Maschio è sede comunale, ospita una biblioteca storica, un museo civico e conserva tanti straordinari ambienti visibili con le visite guidate. 
🌊Un tempo, rasentava la costa, oggi è il baluardo che accoglie chi arriva dal mare.
Vi va di seguirmi alla scoperta della storia e delle curiosità di questo straordinario simbolo di Napoli?

📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli
Ⓜ️ L1 Municipio 
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#castelnuovo #maschioangioino #napoli #castelnuovonapoli #museocivico #bibliotecastoriapatria #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #visiteguidate #itinerariditinerarte
𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒐 𝑴𝒂𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝑨𝒏𝒈𝒊𝒐𝒊𝒏𝒐?
⚜️ Quando la famiglia d'Angiò prese il potere a Napoli nel 1266, pensò di dotare la giovane capitale di un castello degno dei nuovi sovrani.
I castelli già esistenti erano obsoleti e ormai già noti ai nemici, così fecero costruire una fortezza nuova, detta Castrum Novum, per distinguerlo dai due più antici, Castel Capuano e Castel dell'Ovo.
🏰 La versione che vediamo oggi è molto diversa da quella originaria. In principio, vi erano tra le 8 e 9 torri, che erano quadrate.
La più grande era il mastio che i napoletani hanno storpiato in Maschio.
Di Angioino è rimasto quasi niente perché gli Aragonesi, che spodestarono i francesi circa due secoli dopo, rivoluzioneranno lo spazio.
🏛️ Oggi il Maschio è sede comunale, ospita una biblioteca storica, un museo civico e conserva tanti straordinari ambienti visibili con le visite guidate. 
🌊Un tempo, rasentava la costa, oggi è il baluardo che accoglie chi arriva dal mare.
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I castelli già esistenti erano obsoleti e ormai già noti ai nemici, così fecero costruire una fortezza nuova, detta Castrum Novum, per distinguerlo dai due più antici, Castel Capuano e Castel dell'Ovo.
🏰 La versione che vediamo oggi è molto diversa da quella originaria. In principio, vi erano tra le 8 e 9 torri, che erano quadrate.
La più grande era il mastio che i napoletani hanno storpiato in Maschio.
Di Angioino è rimasto quasi niente perché gli Aragonesi, che spodestarono i francesi circa due secoli dopo, rivoluzioneranno lo spazio.
🏛️ Oggi il Maschio è sede comunale, ospita una biblioteca storica, un museo civico e conserva tanti straordinari ambienti visibili con le visite guidate. 
🌊Un tempo, rasentava la costa, oggi è il baluardo che accoglie chi arriva dal mare.
Vi va di seguirmi alla scoperta della storia e delle curiosità di questo straordinario simbolo di Napoli?

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𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒐 𝑴𝒂𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝑨𝒏𝒈𝒊𝒐𝒊𝒏𝒐?
⚜️ Quando la famiglia d'Angiò prese il potere a Napoli nel 1266, pensò di dotare la giovane capitale di un castello degno dei nuovi sovrani.
I castelli già esistenti erano obsoleti e ormai già noti ai nemici, così fecero costruire una fortezza nuova, detta Castrum Novum, per distinguerlo dai due più antici, Castel Capuano e Castel dell'Ovo.
🏰 La versione che vediamo oggi è molto diversa da quella originaria. In principio, vi erano tra le 8 e 9 torri, che erano quadrate.
La più grande era il mastio che i napoletani hanno storpiato in Maschio.
Di Angioino è rimasto quasi niente perché gli Aragonesi, che spodestarono i francesi circa due secoli dopo, rivoluzioneranno lo spazio.
🏛️ Oggi il Maschio è sede comunale, ospita una biblioteca storica, un museo civico e conserva tanti straordinari ambienti visibili con le visite guidate. 
🌊Un tempo, rasentava la costa, oggi è il baluardo che accoglie chi arriva dal mare.
Vi va di seguirmi alla scoperta della storia e delle curiosità di questo straordinario simbolo di Napoli?

📍 Castel Nuovo - Via Vittorio Emanuele III, Napoli
Ⓜ️ L1 Municipio 
🚍 R2
🅿️ A pagamento, alla destra dell'ingresso del castello
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#castelnuovo #maschioangioino #napoli #castelnuovonapoli #museocivico #bibliotecastoriapatria #comunedinapoli #angioini #aragonesi #castello #piazzamunicipio #visiteguidate #itinerariditinerarte
𝑪𝒂𝒔𝒕𝒆𝒍 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒐 𝑴𝒂𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝑨𝒏𝒈𝒊𝒐𝒊𝒏𝒐?
⚜️ Quando la famiglia d'Angiò prese il potere a Napoli nel 1266, pensò di dotare la giovane capitale di un castello degno dei nuovi sovrani.
I castelli già esistenti erano obsoleti e ormai già noti ai nemici, così fecero costruire una fortezza nuova, detta Castrum Novum, per distinguerlo dai due più antici, Castel Capuano e Castel dell'Ovo.
🏰 La versione che vediamo oggi è molto diversa da quella originaria. In principio, vi erano tra le 8 e 9 torri, che erano quadrate.
La più grande era il mastio che i napoletani hanno storpiato in Maschio.
Di Angioino è rimasto quasi niente perché gli Aragonesi, che spodestarono i francesi circa due secoli dopo, rivoluzioneranno lo spazio.
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2 anni ago
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𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊 𝒔𝒖𝒍 𝑻𝒆𝒂𝒕𝒓𝒐 𝑺𝒂𝒏 𝑪𝒂𝒓𝒍𝒐 🎭?
Giusto per stuzzicare la vostra curiosità e cancellare ogni esitazione sulla scelta di visitare il teatro San Carlo, vi anticipo qualche aneddoto raccontato durante le visite guidate:
1️⃣ Il palco reale è costituito da decorazioni in cartapesta, camuffate come se fosse bronzo, opera di Angelo Viva. Ciò lo rende più leggero.
2️⃣ Ogni palco ha uno specchio per attendere che il re manifestasse il suo apprezzamento, perché doveva essere il primo ad applaudire.
3️⃣ Oggi i posti più ambiti sono nei palchi alti: in passato invece, la zona più in alto, detta piccionaia, era la meno costosa, infatti era specchio della classe sociale
4️⃣ Le poltrone in platea compaiono solo molto dopo. I posti a sedere erano solo nei palchi. Nello spazio della platea le persone assistevano allo spettacolo in piedi, chiacchierando, ballando e sorseggiando champagne.
5️⃣ Re Carlo di Borbone era molto superstizioso, perciò ordinò che nella numerazione dei palchi non fosse inserito il numero 17, bensì semplicemente un 16 bis.
Quale vi ha sorpreso di più?

📍 Teatro San Carlo di Napoli - via San Carlo, 98
Ⓜ️ Linea 1 fermata Toledo oppure Municipio
🚍 R2
🅿️ Io consiglio @supergarage_s.r.l a 500 metri
🕰️ Visite guidate di 30 minuti ogni giorno alle ore 10.30 - 11.30 - 12.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 (gli orari possono subire modifiche dovute alle prove/allestimenti degli spettacoli in palinsesto) 
🎟️ Intero 9€ - Ridotto 7€ per ragazzi; 8€ per gruppi 
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#teatrosancarlo #sancarlodinapoli #teatrosancarlodinapoli #napoli #borbone #carlodiborbone #settecento #neoclassico #arte #spettacolo #visiteguidate #itinerariditinerarte
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2 anni ago
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𝑰𝒍 𝒕𝒆𝒂𝒕𝒓𝒐 𝑺𝒂𝒏 𝑪𝒂𝒓𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊 
Il Massimo napoletano, voluto dal sovrano Carlo di Borbone e a lui dedicato, costruito nel 1737 e rinnovato dopo l'incendio del 1816. Niente vi si avvicinava per bellezza, affermò il francese Stendhal.
Una delle tappe imperdibili nella visita alla città di Napoli, sia assistendo ad uno spettacolo in palinsesto, sia con una visita guidata, dove vi saranno rivelate tante curiosità ed aneddoti.
La visita guidata è davvero interessante, ma assistere ad uno spettacolo sarebbe il 🔝

@teatrosancarlo

📍 Teatro San Carlo - via San Carlo, 98, Napoli 
ℹ️ Spettacoli ↪️ teatrosancarlo.it/
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𝑰𝒍 𝒕𝒆𝒂𝒕𝒓𝒐 𝑺𝒂𝒏 𝑪𝒂𝒓𝒍𝒐 𝒅𝒊 𝑵𝒂𝒑𝒐𝒍𝒊 Il Massimo napoletano, voluto dal sovrano Carlo di Borbone e a lui dedicato, costruito nel 1737 e rinnovato dopo l'incendio del 1816. Niente vi si avvicinava per bellezza, affermò il francese Stendhal. Una delle tappe imperdibili nella visita alla città di Napoli, sia assistendo ad uno spettacolo in palinsesto, sia con una visita guidata, dove vi saranno rivelate tante curiosità ed aneddoti. La visita guidata è davvero interessante, ma assistere ad uno spettacolo sarebbe il 🔝 @teatrosancarlo 📍 Teatro San Carlo - via San Carlo, 98, Napoli ℹ️ Spettacoli ↪️ teatrosancarlo.it/ 🚍 R2 Ⓜ️ L1 Municipio oppure Toledo . . . . . #teatrosancarlo #sancarlodinapoli #napoli #teatrosancarlonapoli #carlodiborbone #borbone #neoclassico #settecento #musicaclassica #stendhal #giuseppeverdi #visiteguidate #itinerariditinerarte
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